Il privato è pubblico?

Emmanuelle è una mia amica francese. L’ho conosciuta quando sono andata a Parigi a rinfrescare il mio francese e da allora è una presenza costante nella mia vita. Fa la scrittrice e la giornalista (il suo blog, molto raffinato, è (http://www.emmanuelle-mourareau.com/#/sommaire/4203282) e per lavoro si occupa delle pubbliche relazioni in Internet di negozi, ristoranti, piccole attività soprattutto femminili, variamente legate alla gastronomia. Ci sentiamo spesso su Skype e finalmente tre anni fa è venuta a trovarmi.

L’ho portata a visitare i luoghi famosi della mia regione, ma soprattutto le ho fatto conoscere il paesaggio naturale e umano che circonda i miei trulli.

Il piccolo mondo compreso tra Alberobello, Cisternino, Martina Franca e Locorotondo, nella Valle d’Itria, è infatti una specie di museo “en plein air”, dove sono ancora vivi e forti modi di vita e di pensare che altrove sono scomparsi da tempo.

rsz_1michelaGirando in auto per i dintorni le raccontavo le storie di quelli che le facevo conoscere: Michela, la mia donna delle pulizie, che è vedova e sta cercando una casa dove andare a vivere da anziana, perché qui usa che la casa paterna passi al figlio maschio e tra poco toccherà a lei:

la signora ‘fiordilatte’ che vende le mozzarelle fatte dal marito che ha avuto qualche problema di dipendenza dall’alcool; la contadina vicina di casa, che ha un marito costretto in carrozzella, ma questo le fa gustare per la prima volta il piacere di essere lei a comandare… storie di cose, persone, luoghi che ho imparato a conoscere e amare.

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Che cosa fa, allora, Emmanuelle, appena tornata n Francia? Pubblica un diario del suo viaggio, dal titolo “Le Pouilles de Cettina” (che sono io, per chi non lo sapesse) in cui riferisce, per filo e per segno, le storie private che le avevo raccontato (http://chezemma.blogspirit.com/archive/2011/06/22/les-pouilles-de-cettina-3-9-mai-2011.html) Guardare per credere! All’inizio mi sono un po’ arrabbiata (in realtà ad arrabbiarsi più di tutti è stata la mia amica Giacinta/Giacintha, la cui storia, se ne avete voglia, dovete leggere in francese…) ma poi ci ho riso su. Che volete? E’ l’era di Internet, tutto il privato può diventare pubblico… e allora, perché non seguire l’esempio di Emmanuelle?

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