Ching, lo studente che insegna l’italiano 2

Nel mio piccolo gruppo di allievi stranieri c’è anche Tom, un ragazzino cingalese di 12 anni, arrivato in Italia l’anno scorso a dicembre, che è in grande difficoltà a capire e a comunicare in italiano.  Solo con grande fatica l’anno scorso, quando frequentava (per modo di dire) la quinta elementare, ha imparato a riconoscere le lettere e a capire la logica della scrittura italiana (nella sua lingua le vocali si omettono nella maggior parte dei casi).

Ciononostante, Tom è stato ‘promosso’ in prima secondaria superiore di primo grado e messo di fronte a una didattica incentrata sulle discipline, che non può (o potrebbe solo a costo di una radicale revisione delle abitudini mentali di tutti i docenti, non solo di quelli di italiano) farsi carico dell’italiano di base.  La sua reazione è stata di passività totale, in classe era come assente.

Quando abbiamo cominciato a lavorare di nuovo insieme, abbiamo deciso di dedicare interamente a Tom l’attenzione dell’insegnante della scuola che collabora con  me durante questo “corso  di sostegno all’apprendimento dell’italiano da parte di alunni di origine straniera”,  ottenendo i primi risultati: Tom è diventato sempre più capace di riconoscere ‘al volo’ parole anche distanti in un testo, senza dover decifrare tutte le parole leggendole lentamente lettera dopo lettera (è importante perché abitua la mente a leggere in modo ‘lessicale’, considerando le parole come una unità) e di scrivere sotto dettatura, non solo copiando delle parole ‘modello’…

Poi è successo che la scorsa settimana è stata aggiunta al gruppo  una nuova allieva, appena arrivata dall’Africa, inserita (ha 14 anni) in una terza media, che è parsa completamente emarginata dalla sua ignoranza  dell’italiano, nonostante la sua evidente intelligenza e volontà di apprendere. Abbiamo dunque   dovuto cercare di ‘raggiungere’ in qualche modo anche questa nuova allieva. Non sapevamo come dividerci tra i due, senza abbandonare il resto della classe, quando Ching mi è venuto in aiuto. Si è offerto di seguire Tom nelle sue attività di livello preparatorio e devo dire che lo fa con un’intelligenza e una capacità di risolvere problemi davvero ammirevole. Per esempio si è inventato un modo per attribuire a Tom un ‘punteggio’ di abilità di lettura che mette in luce i suoi progressi più che evidenziare le sue carenze e Tom è felicissimo dei suoi risultati. Tra l’altro questa attività costringe Ching a parlare in italiano (lui e Tom non possono comunicare in nessun altro modo) e questo gli fa fare progressi ancora più rapidi nella nostra lingua: Ching, da buon cinese, è molto competitivo e ha scoperto  un modo per prendere due piccioni con una fava, aiutare un altro, ma anche se stesso. Se questa non è intelligenza…

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